Abete attacca ConteE Agnelli si infuria
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Rapporti difficili, nell’ultimo anno e mezzo, tra Juve e Figc: il botta e risposta di ieri tra Andrea Agnelli e Giancarlo Abete è infatti solo l’ultimo atto di un rapporto fatto di schermaglie, culminate con la richiesta della società bianconera di una revisione di Calciopoli. E con il “tavolo della pace” che non ha dato i frutti sperati.L’ombra di CalciopoliL’ultimo litigio, ieri, è stato scatenato dalle parole del presidente della Federcalcio. Abete ha infatti definito “abbastanza forti” le parole dell’allenatore bianconero Antonio Conte che, dopo Parma-Juve, aveva protestato contro la mancata concessione di un calcio di rigore sollecitando la designazione di arbitri internazionali per le sfide delle squadre di vertice. Dura la replica di Andrea Agnelli, intervenuto per difendere il suo allenatore: “Ho trovato le parole di Abete decisamente inopportune - ha detto il presidente della Juventus -. O il presidente della Federcalcio commenta tutte le settimane le dichiarazioni di tutti gli allenatori, oppure, se lo fa solo con quelle del nostro, non mi sta bene”. “Se c’è la volontà strutturale a polemizzare - ha risposto ancora Abete - non è certo la mia. Le mie riflessioni, visto anche il ruolo che ricopro, sono sempre all’insegna del massimo equilibrio e rispetto per i grandi club”. Quasi scontato pensare che la scaramuccia Abete-Agnelli abbia risentito dei rancori legati alle vicende del 2006. “È inevitabile ma le polemiche su Calciopoli ci accompagneranno ancora per decenni - ha spiegato Abete -. Il mondo del calcio vive nella polemica, e questo vale per tutti i club. C’è tanto pallone giocato, ma c’è soprattutto tantissimo pallone parlato”.city