Concordia, l’accusadella Capitaneria:“Schettino perseun’ora preziosa”

Se il comandante Schettino avesse dato l’allarme in tempo, forse non ci sarebbero state vittime. È l’accusa che il comandante generale delle Capitanerie di Porto Marco Brusco rivolge al primo ufficiale della Costa Concordia, naufragata al Giglio il 13 gennaio. “Se facciamo un attimo di attenzione e consideriamo che a bordo c’erano 4.200 persone, possiamo dire che è andata bene. - dice Brusco al Senato - Ma se il comandante non avesse fatto perdere un’ora preziosa, sarebbe andata di lusso”.  Davanti ai senatori della commissione Lavori Pubblici, Brusco sottolinea che se l’allarme fosse arrivato “quando la nave era inclinata a 20 gradi e non a 90, sarebbe stato molto più facile calare le scialuppe”. Ed invece, prosegue, “la prima ora dopo l’urto, la più importante, è stata persa”. Tutto quello che è avvenuto dopo “è stato un rincorrersi, con il comandante che se ne andava, le scialuppe che non si potevano calare, l’angoscia dei passeggeri”. Dunque, “se Schettino avesse utilizzato bene la prima ora, tutto sarebbe stato più sereno”.   Le ricerche  Intanto, prosegue senza sosta l’attività di identificazione delle tre vittime del naufragio della Costa Concordia che risultano ancora senza un nome, mentre al Giglio sono riprese stamattina le ricerche dei 19 dispersi. A differenza degli altri giorni, oggi i palombari della Marina non hanno fatto brillare cariche per aprire nuovi varchi. stanno partecipando alle ricerche assieme ai sommozzatori di Vigili del fuoco, Capitanerie di porto e Guardia di finanza. Prosegue, intanto, il lavoro dei tecnici olandesi di Smit che da sabato - o forse già da domani - procederanno all’estrazione del carburante per evitare un disastro ambientale. Ieri sera il numero dei dispersi è sceso a 19, con l’identificazione di altri tre cadaveri. I morti accertati sono 16, tre dei quali ancora senza un nome. Il commissario per l’emergenza Franco Gabrielli ieri ha detto che sarebbe un miracolo trovare sopravvissuti sulla nave ammiraglia di Costa Crociere, naufragata il 13 gennaio davanti all’Isola del Giglio con a bordo circa 4.200 persone. “Però ... continueremo fino a che tutte le parti ispezionabili della nave non saranno state ispezionate”, ha detto il capo della Protezione civile. Ma le ricerche nello scafo si fanno sempre più difficili. Nella serata di ieri la Usl di Grosseto, che ha effettuato delle analisi all’interno dello scafo, ha fatto sapere che potrebbero esserci rischi per la salute dei sommozzatori in due punti, dove comunque le ricerche erano già state interrotte.