Blitz all’alba controi No Tav: 26 in cella

Operazione della polizia all’alba di stamani in tutta Italia contro esponenti dei Centro sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni No Tav in Val Susa la scorsa estate. In 15 province in corso di esecuzione 26 ordinanze di custodia cautelare, una agli arresti domiciliari, quindici di obbligo di dimora e una di divieto di risiedere nella provincia di Torino. Sono lo sbocco di un’inchiesta della Digos della Questura di Torino e della Procura del capoluogo piemontese sulla guerriglia che si scatenò in Val Susa il 27 giugno e il 3 luglio dello scorso anno. Oltre 200 appartenenti delle forze dell’ordine rimasero feriti e, a Palazzo di Giustizia, oggi sottolineano che le ordinanze di custodia sono “un’operazione chirurgica contro gli autori delle violenze”. Per questo, dopo la resistenza a pubblico ufficiale, le lesioni e il danneggiamento in concorso, non sono stati contestati reati associativi. Il blitz L’operazione è scattata nelle province di Torino, Asti, Milano, Trento, Palermo, Roma, Padova, Genova, Pistoia, Cremona, Macerata, Biella, Bergamo, Parma e Modena; nella rete, inoltre, sono finiti due personaggi (uno di Torino, l’altro di Pistoia) con un passato di militanza in organizzazioni terroristiche. L’ex brigatista rosso Paolo Maurizio Ferrari, 66 anni, che non si è mai pentito o dissociato ed è tornato in libertà nel 2004 dopo aver scontato 21 anni per reati di terrorismo e altri nove anni per la rivolta del 1979 nel carcere dell’Asinara. L’altro è un ex terrorista di Prima Linea, Antonio Ginetti, 60 anni, pistoiese, arrestato questa mattina dalla Digos di Pistoia. E c’è anche uno studente 23enne romano di Scienze Politiche dell’università La Sapienza di Roma. A riferirlo sono alcuni movimenti studenteschi universitari della capitale. Solo due risiedono in Valle di Susa: un consigliere comunale di Villar Focchiardo (Torino), Guido Fissore, 67 anni, pensionato, espressione di una lista civica No Tav e un barbiere, Giorgio Rossetto, esponente di un “comitato di lotta popolare” di Bussoleno. I centri sociali Il blitz di questa mattina della Digos della Polizia di Torino contro le frange violente del Movimento No Tav ha interessato anche alcuni centri sociali: Askatasuna, Gabrio, El Paso, Barocchio, Meskal. Destinatario di una delle misure cautelari è Giorgio Rossetto, uno dei leader storici di Askatasuna, Al Meskal, pare che gli occupanti siano saliti sul tetto all’arrivo della Polizia. Arriva da Facebook un primo commento all’arresto del consigliere comunale di Villar Focchiardo, Guido Fissore, ed è del consigliere comunale di Torino del Movimento 5 Stelle, Vittorio Bertola, postato sulla pagina No Tav: «Attendiamo di sapere di cosa sono accusati esattamente - scrive Bertola - perché arrestare un consigliere comunale in carica solo per la sua partecipazione a una manifestazione politica sarebbe un atto da Ventennio». Il movimento No Tav ha chiesto di radunarsi nei pressi dell’abitazione di Fissore per solidarietà. Il procuratore Caselli “Il terrorismo non ha niente a che vedere con i fatti pur gravi di cui ci stiamo occupando”: lo ha detto il Procuratore della Repubblica di Torino, Gian Carlo Caselli, illustrando l’inchiesta. Il riferimento è alla presenza, nell’elenco delle persone coinvolte, di un ex brigatista rosso, Paolo Maurizio Ferrari, e di un ex militante di Prima Linea, Antonio Ginetti.